mi fa contenta la casa, il ritorno, le due decine meno di umidità,

ritorno ad inghiottire, forse non muoio più, nonostante i valori sballati,

l’iperkalemia per cui si dice possibile la morte improvvisa, olè.

un poco mi abituo, alla felicità, talvolta mi snerva, si fa troppo o troppo poco,

com’ero prima, com’era, mi manca, mi manco?

in notte di bisticcio semibianca, finché un similabbraccio mi placa,

rammentarsi il non dormire, l’awake at 4 am.

pure, riprendersi cose, giorgio falco, i film dei miei, la radio3.

finire il lavoro, bramare la montagna.

sorridere da sola al giallotiglio.

abbiamo comprato un divano.

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certezza: non fumerò mai più.

dubbio: potrebbe essere tardi.

l’effetto che fa. vivere con.

il fatto che nessuno minimizzi,

la dottoressa, meglio ave’ paura che buscanne,

il papà, senza parole.

la paura elementare. gli attimi in cui il dottore scruterà,

senza dir nulla, per poi parlare, per dir qualcosa che

potrebbe fare il mondo diverso.

cogliona!

il pensiero principe: eccomi felice, non posso che morire.

cogliona!

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Pisces (February 19-March 20)
What’s your top conspiracy theory? Does it revolve around the Illuminati, the occult group that is supposedly plotting to abolish all nations and create a world government? Or does it involve the stealthy invasion by extraterrestrials who are allegedly seizing mental control over human political leaders and influencing them to wage endless war and wreck the environment? Or is your pet conspiracy theory more personal? Maybe you secretly believe, for instance, that the difficult events you experienced in the past were so painful and debilitating that they will forever prevent you from fulfilling your fondest dream. Well, Pisces. I’m here to tell you that whatever conspiracy theory you most tightly embrace is ready to be disproven once and for all. Are you willing to be relieved of your delusions?

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la donna col trattore

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a dirla tutta mi viene il dubbio di,

non poter essere, non saper essere,

felice.

il dubbio di, non essere amata,

non altrettanto almeno,

di rosicare, rosicchiare, la questua dei ti amo,

la gelosia, che mi fa brutta,

il, non, guardare, in faccia a niente,

perché, purché.

non mi piace, la persona che, sono diventata.

o in divenire.

dalla paresi del sorriso, agli angoli all’ingiù.

alla piangina, al troppo svelto corruccio,

all’annoiante immusonimento.

dovevo immaginare, e ho immaginato,

che, non sarebbe stato facile.

o dirsi, a cuore stretto, non sono fatta per.

cercare di, seguire il mio respiro.

dirsi e ridirsi in loop, vediti e piantala.

non mi piace, non mi piaccio,

con l’osso digrignato.

non credo durerà.

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l’uomo col trattore

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da quando sono innamorata piango molto

da quando son felice ho il pianto quotidiano o quasi

da quanto sono innamorata soffro un poco

e stupisco, da mesi non smetto di stupire,

perché la velocità non mi ha permesso il realizzo,

ti volevo, ti sapevo impossibile, sei mio, vivi qui,

tieni il gatto sulla pancia e porti un’incredibile pazienza,

mi scaldi e mi addormenti nell’abbraccio, mi nomignoli,

hai cura, attenzione, pensiero, per me.

e gli occhi più dolci del mondo.

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i fatti sono, l’innamoramento senza scampo,

l’amore tutti i giorni, l’amore è in tutti i giorni.

ti amo, ‘notte, buongiorno

i fatti sono, lo scivolamento senza scampo,

la routine, rincalzarti le coperte, spalmaspalma

con crema di mandorle sulle fette biscottate,

la borsa picnic per quando vai nel bosco,

e mi riporti in strada col trattore.

hai detto il nostro gatto.

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non sapere dirlo meglio dell’oroscopo di brezsny

Nei prossimi giorni potresti inserire nei tuoi discorsi intimi alcuni versi del Cantico dei cantici. Riesci a immaginare di dire cose come “le tue labbra stillano miele” o tu sei una “fontana di giardino, una sorgente d’acqua viva”? Secondo me non sarebbe esagerato neanche mormorare : “Mi sia il profumo del tuo respiro come di pomi, il tuo palato come del vino squisito, che scorre dritto verso il mio diletto”. Se queste espressioni ti sembrano troppo elaborate, potresti cogliere qualche perla dalle poesie di Pablo Neruda. Come questa: “Voglio fare con te quello che la primavera fa ai ciliegi”. Oppure: “Sono affamato del tuo riso che scorre, delle tue mani color di furioso granaio. Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza”.

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define: mi dona questo amore quieto.

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ecco l’amore, rimane il caricabatterie.

e poi, un cambio e le scarpe, e dei pantaloncini,

e oggi altre scarpe. mi porti stucco, spatola,

nastro da carrozziere, pennello, tinta.

mi dici, una di queste sere.

il ci si vede domani fiorito in, ci si vede stasera.

stasera, en passant, ne parlerai con chi.

rischiando, e io con te, qui solitaria, ad aspettar notizie.

quando mi guardi fisso e non lo so che pensi.

quando racconti della fabbrica, e della vita militare.

un mese appena a grandi passi, e le famiglie,

adesso i superiori e poi i colleghi.

stare insieme. un fiotto di piccoli miracoli.

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suppongo poter sopportare persino il filino di mobbing.

dice il padre ma tu guarda che bella serata d’agosto

io e te nel pollaio che bella notizia

mi fai respirare a pieni polmoni, dice.

io insieme fame e sazietà

farfalle dentro al cuore

io aspetto le dieci e mezzo di stasera

ci faccio il tiramisù (sperando che rassodi).

tu che dici andare avanti.

tu che hai innamorato pure il gatto.

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desideri avverati senza caduta di stelle?

(le ore dolci, rinfresco di pioggia, enigma inquietante,

annunciazioni a(v)venire, noialtri)

(mi gioco tutto, cuorevitaonorelavoro,

ché, diversamente, non, so, fare)

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a sera seder fuori, a fumare e a raffreddare.

a sera seder fuori, innamorata.

quale guaio.

la lusinga di qualcuno che lavora dodici ore da una vita,

e che ha chiesto mezza giornata di permesso.

da tradursi con, amore? in sei ore di permesso?

ieri travagliavo, l’orrido, in tortura,

tu che dici io non ti voglio perdere,

e non mi perdi, ripeto, in postazione,

davanti ad hotelcube, non mi perdi, ti ripeto.

oggi un mese dalla quercia, dalla spa, dall’escavatore.

oggi un mese dei tuoi occhi.

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sensata o non sensata, una paura.

con tutti gli strapazzi, nessunissima energia

(riposo tra una riga e l’altra)

e, oggi, di nuovo, il tutto finirà?

con quattro giorni di profugo nel letto,

di moka da due, di spazzolino nuovo trasparente.

n e s s u n i s s i m a   e n e r g i a.

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sette parole

non so come fare ad andare avanti

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chronology, rebecca williams

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ignizione del dolore, nel devasto del primo d’agosto.

tanto rumore per nulla.

lo schiatto al cuore nel telefono,

frontale nel bosco buio,

qualcuno mi custodisce.

il ritorno, siamo al cerotto uno,

domani al lavoro tenersi insieme.

la douleur.

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dove alla fine innamorarsi è cosa goffa,

è domandarsi quanto e quando, è fare spazio,

in un cassetto ed in ripiano d’armadietto,

non è il difficile, lo so.

la convivenza in pochi metri quadri, strapieni di me.

riuscirò a finire knausgard? a guardare un posto al sole?

com’è dormire con un altro, io non ricordo.

il tuo russare lo renderà possibile?

pulire, cucinare, badarti. piegare qualche cosa in me.

non dormire più fino alle nove. e radio tre?

smettere molte cose, in me. posterò ancora?

mi perdo il bello del momento, smarrita in da quisquilie?

l’odore di un altro, nel letto, nella casa.

correggerò l’ortografia? mi terrai buona?

eh.

Comments (3)

trova le somiglianze.

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